Archiviato in: musica | Tag: medusa, miglior attore non protagonista, scolorito
Niente, solo lacrime qui
A volte tra la pioggia puoi confonderti
Niente, ma fermo così
Senza pensare al freddo bagnati
Mentre passa lento il giorno su di me
piano mi scolorisce
Forse
Io già lo so
Ma lascio ogni pensiero al posto giusto
Tienimi
Quando cadrò
Accorgendomi dei giorni in cui ho perduto tempo
Mentre passa lento il giorno su di me
piano mi scolorisce
Resta e attraversami
Come l’amarezza dei giorni trascorsi e persi
Resta
Fermo così
Senza pensare al freddo bagnati
Mentre passa lento il giorno su di me
piano mi scolorisce
Fermo per sempre, fermo per sempre,
ammirare immobile ciò che cambia
spaventapasseri che capeggia un regno di niente
un regno di niente.
Qualche bottiglia di troppo, o forse solo il giusto per una giusta compagnia storta, ma con le carte giuste. Un giovedì sera davvero indimenticabile ( un attimo, che è successo? ;-) ) seguito da un venerdì con qualche sorpresa, per una festa di compleanno fantastica (no, questa volta non era la mia…uahahahah) e con un finale un po’ a sorpresa, per me in modo particolare – ebbrava Giù!
Così mi ritrovo a guardare tutto dall’alto di una nuvoletta, anche pedalando su una bici che di bicicletta ha solo il ricordo («ecco…questo non si può riparare!»…«Fantastico!») in mezzo a delle strade che non sembrano più le stesse del giorno prima.
Credo di aver trovato il modo. :-)
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Il basso è un modo di pensare, è spaccare in due perfette metà il tempo. Il basso è sudore, note grosse che entrano nello stomaco e bucano il cervello. Il basso è uno stile di vita, è quello che resta quando tutto e tutti ti voltano le spalle. Il basso sta lì che ti guarda mentre ti mandi a puttane e tocchi il fondo. Il basso ti prende per un braccio, ti rialza da terra e ti porta fuori a vomitare. Il basso, sì proprio il basso, ti da un calcio in culo e ti spinge sul palco perchè… Perché adesso bisogna suonare.
- Zio Lollo
Dal gruppo “Bassisti italiani (e non) su Facebook”
Archiviato in: diario
Parti da 0, in salita.
Arrivi all’apice, coscente che ora rimane solo la discesa. Che arriva, ti trascina sottozero, ti fa affondare al punto che sembra non esserci più speranza di risalire…
Poi succede che, quasi senza volerlo, ti tiri su, raccogliendo tutto ciò che ti è rimasto – e che avevi dimenticato -, torni a galla, pronto per un nuovo giro.
Il limite per x→
di sen(x)?














