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Mai venuta un’irrefrenabile voglia di evadere, di scappare, di mandare all’aria tutto quanto – perchè per quanto ci si impegni a sistemare le cose, queste sanno sempre come mettersi di nuovo male da sole -?
Voglia di evadere dalla solita routine, dalla quotidiana lista delle cose da fare, alzati mangia vai di quà studia/lavora mangia studia/lavora torna a casa mangia dormi. Da quelle quattro mura che si ripetono uguali tutti i giorni. Dal pc che ti connette col mondo attraverso una matrice di pixel e contemporaneamente ti ruba il tempo per stare davvero con gli altri e con te stesso. Dal traffico che fa rimpiangere la più scassata delle biciclette – e spesso anche i piedi. Dalla forza di gravità. Dalle parole che non possono e non potranno mai esprimere certe sensazioni, cosicchè i pensieri rimangono intrappolati nella scatola cranica e non potranno mai far capire ciò che sta succedendo dietro i propri occhi.
Progettando l’evasione…
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Come subdolamente preannunciato dalla ricetta del pulpo gallego (a proposito, l’avete provata?), sono tornato dalle vacanze e sono di nuovo immerso nella solita vita di tutti i giorni.
Un’ottima domanda potrebbe essere: dove diavolo sei stato tutto questo tempo?
In Spagna, lungo il cammino di Santiago.












